Altro da te

 

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E si potrebbe con un qualsivoglia impeto di passione avviluppare i nostri corpi, fino a comporre un intrico indissolubile dei sensi, o provare a divorarci l’un l’altro con la serena e feroce ingenuità dei cannibali. Ma, nonostante questo, io resterei sempre altro da te e tu al di fuori di me, irrimediabilmente disgiunti e separati da uno strato infinitesimo d’anima. E sarebbe sempre e soltanto un dolce inganno la fatica gioiosa dei baci, degli abbracci, delle carezze e le parole, tante parole, consumate per esprimere, comunicare, sforzarsi di capire, illudersi d’essere riusciti. Ed ancora, in certi momenti quieti, affacciati su qualche esotico incanto della natura, andrei spiando i tuoi sguardi assorti; ed i tuoi pensieri mi apparirebbero disperatamente lontani e impenetrabili…

Eppure c’è stato un tempo, quando appena ti eri impadronita delle mie giornate ed inesorabilmente stavi dilagando nei miei pensieri, che quel miracolo sembrò semplicemente un evento di là da venire, come la conquista del mondo appare il fine certo della giovinezza. Sarà forse che in quei momenti, qualche divino fluido, in pioggia sottile, discende giù dai cieli. E solo per pochi attimi si aprono porte che connettono differenti universi.

Altro da teultima modifica: 2007-06-14T22:30:00+02:00da wildhope
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6 pensieri su “Altro da te

  1. un’immagine che conosco di tanto tempo fa… abbiamo postato praticamente nello stesso istante, e seppur profondamente diversi questi due post in fondo hanno un senso comune… il senso delle cose che passano e delle sensazioni che cambiano e si trasformano… il senso di una vita che cambia seppure pare immutata… il senso dell’impossibilità di compenetrarsi perchè forse mai riusciamo a penetrare fino alle estreme nostre profondità… e la vita va…

  2. ….leggo, mi viene in mente questa canzone,te ne lascio un brano:

    ….incontrarci in questo spazio senza margine
    nel fondo del display che fa da argine
    a cento secoli volati via come vertigine
    qualcuno schiacciò play e fu l’origine
    chissà se il cosmo chiuso dentro le tre doppie vu
    è verosimile o è un facsimile
    quando sembra di viaggiare e invece resti immobile
    tra i totem e i tabù dell’impossibile ma

    io che mi muovo qui
    io oltre frontiera
    io solo in zona straniera
    sono io fermo alla tastiera
    ogni sera schermo di vita vera o chimera
    di essere laggiù là dove non mi trovo
    e non so più come trovare dove
    adesso vivi tu
    che forse sei in ascolto

    io che parlo da qui
    io passo attraverso
    un blu sconosciuto e diverso
    io non so più se vado verso
    o all’inverso torno se è un sogno o è l’universo
    che un insieme è di mille e mille soli
    e gli altri e me che siamo soli insieme
    per questo chiamo te
    da un mondo capovolto

    chi c’è oltre me
    chi c’è in ascolto
    chi c’è con me
    chi c’è chi c’è in ascolto

    non smettere di trasmettere
    Strano che mi porti questo? Non lo so, ma questo è….
    (¯`•.•´¯) (¯`•.•´¯)
    *`•.¸ (¯`•.•´¯)¸.•´*
    Baci……. abbracci Lidia…
    `•..•´*..*..*..*

  3. Come posso prenderti in giro dopo aver letto un post simile? Accidenti Ragazzo, hai scritto qualcosa di veramente bello…In Paradiso ci sono tutti i tavoli che vogliamo, talmente solidi che se ci pianto dentro la dentiera me la spacco…possiamo ballare fino allo sfinimeto 🙂 Nesuno mi aveva mai dato baci celestiali, quando si comincia? :-))))

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